Cos'è l'Educazione Razionale Emotiva

L’Educazione Razionale Emotiva

è una procedura psicoeducativa ideata intorno agli Settanta del secolo scorso dallo psicologo statunitense William Knaus, allievo di Albert Ellis.

Essa è l’estensione in ambito educativo dei principi e dei metodi della Terapia Razionale Emotiva Comportamentale (nota con l’acronimo REBT, dalla dizione inglese Rational Emotive Behavior Therapy).

La REBT spiega il meccanismo che sta alla base delle razioni emotive attraverso il “modello ABC dell’emozione”, in cui si assume che:

il punto A sta ad indicare un qualsiasi evento o situazione attivante, esterna o interna all’individuo;

il punto B comprende i pensieri riguardanti ciò che accade al punto A, ovvero la valutazione dell’evento;

il punto C è la reazione emotiva del soggetto e il comportamento ad essa collegato.

Il modello ABC dell’emozione

Secondo questo modello non è l’evento attivante (A) a causare direttamente l’emozione (C), ma è piuttosto la rappresentazione mentale dell’evento e il sistema di regole interiori (B) che determinano il tipo di reazione emotiva e comportamentale in un individuo. Pertanto, se al punto B prevalgono pensieri realistici e costruttivi riguardo all’evento attivante, la reazione emotiva e comportamentale risulterà adeguata. Se, al contrario, prevalgono distorsioni della realtà o valutazioni esageratamente negative o assolutistiche, ne deriverà, al punto C, una reazione emotiva e comportamentale disturbata. La REBT definisce irrazionali quei pensieri che provocano eccessiva sofferenza emotiva e che ostacolano il conseguimento dei proprio obiettivi.

Immaginiamo il caso di una bambina che ha difficoltà a rapportarsi con i compagni in quanto si arrabbia e fa loro dispetti (reazione emotivo-comportamentale) quando questi non l’ascoltano (evento attivante). Esaminando il problema con la bambina emerge che lei si aspetta che gli altri siano sempre disponibili a giocare con lei (primo pensiero irrazionale), che se qualcuno rifiuta di parlarle vuol dire che ce l’ha con lei (secondo pensiero irrazionale) e che è una cosa tremenda e insopportabile essere rifiutati (terzo pensiero irrazionale).Dal momento, pertanto, che le nostre reazioni emotive sono in gran parte influenzate dal nostro modo di pensare, ne consegue che cambiando i contenuti ideativi (il discorso interiore) riusciremo anche a cambiare il modo in cui ci sentiamo.

Dal momento, pertanto, che le nostre reazioni emotive sono in gran parte influenzate dal nostro modo di pensare, ne consegue che cambiando i contenuti ideativi (il discorso interiore) riusciremo anche a cambiare il modo in cui ci sentiamo.

Dopo aver sperimentato con efficacia le applicazioni della REBT in ambito clinico, Ellis iniziò ad utilizzare tali metodi anche con i bambini, con finalità preventive.

Un programma di educazione affettiva parte proprio dal presupposto che è possibile insegnare al bambino come affrontare costruttivamente le difficoltà che può incontrare nella vita di tutti i giorni.

L’educazione affettiva ha, quindi, carattere essenzialmente preventivo, in quanto lo scopo generale è quello di mettere il bambino in grado di ridurre, il più possibile, l’insorgere di stati d’animo eccessivamente negativi e parallelamente di facilitare il potenziamento di emozioni positive. La prevenzione che viene attuata, pertanto, è sia di tipo primario, poiché si interviene prima che si manifesti qualsiasi tipo di disagio, sia di tipo secondario, poiché si agisce sulle prime manifestazioni di disagio, ma prima che questo si sia strutturato in un quadro psicopatologico vero e proprio.

L’ERE non si propone di educare le emozioni. Le emozioni non possono essere educate, ma solo vissute, ciò che può essere educato è la mente.

 

L’espressione “razionale-emotiva” si riferisce al fatto che, facendo ricorso alla propria capacità di pensare in modo razionale, diventa possibile per il bambino e l’adolescente prevenire e superare difficoltà di natura emozionale. Questa è la peculiarità che distingue l’ERE da generiche metodiche di educazione emotiva o di allenamento emotivo. L’ERE inoltre è un intervento cognitivo comportamentale e come tale fortemente ancorato alla ricerca e alla sperimentazione.

I più importanti obiettivi che possono essere perseguiti attraverso l’applicazione dei principi e dei metodi dell’educazione razionale-emotiva in età evolutiva sono:

  • saper esprimere in modo costruttivo il proprio stato d’animo
  • saper individuare i propri schemi di pensiero abituali
  • comprendere il rapporto tra pensieri ed emozioni
  • favorire l’accettazione di se stessi e degli altri
  • aumentare la tolleranza alla frustrazione
  • incrementare la frequenza e l’intensità di stati emotivi piacevoli
  • favorire l’acquisizione di abilità di autoregolazione del proprio comportamento

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